Fatto storico.
Tra aprile e maggio del 1260, il potente e vittorioso esercito fiorentino intraprese una
campagna militare in territorio senese.
Il grosso esercito, formato dalla milizia e dalla fanteria di tutti i sesti cittadini e del contado, e affiancata dai contingenti delle città alleate, era stato approntato per portare aiuti al Castello di Montemassi (in Maremma) sotto assedio da parte dei senesi, difeso dal Conte Aldobrandino di Pitigliano e da una guarnigione di “sergenti” fiorentini.
L’imponente mole di uomini e animali (alcune moderne stime parlano di 15.000 individui solo da Firenze e il suo contado) “prese la mossa” il giorno 19 aprile da Firenze con l’intento, non solo di aiutare il castello alleato, ma di dare una dimostrazione di forza alla città rivale.
Appena giunti entro i confini del comitato senese, e conquistati i castelli di Casole d’Elsa e Mensano, il comando fiorentino decise di abbandonare l’obiettivo iniziale (il Conte Aldobrandino e i sergenti fiorentini, a quanto pare, se la stavano cavando benissimo) per puntare direttamente su Siena.

L’accampamento di Verniano:
Tolto il campo da Mensano, puntarono quindi su Verniano, dove si accamparono nei giorni del 6 e 7 maggio, poi Abbadia a Isola, nei pressi di Monteriggioni e presero così la via che porta alle mura settentrionali di Siena.
Proprio alle porte della “città della balzana”, nei pressi di Santa Petronilla (attuale Antiporto di Camollia), i fiorentini si schierarono con l’intento di sbeffeggiare i senesi e, magari, invitarli ad uscire.
“Si narra che un contingente di alcune centinaia di cavalieri tedeschi (teotonichos), inviati da Re Manfredi a rinforzare la milizia senese, condusse una sortita che portò al fatto d’arme oggi conosciuto con il nome di “Battaglia di Santa Petronilla” combattuta il giorno 17 di maggio del 1260.
Come molti aspetti di questa vicenda, anche questo scontro è avvolto dalle nebbie del mito e della tradizione eroica. L’esito, in realtà, è incerto. fatto sta che i fiorentini tornarono a casa vittoriosi e contenti di aver catturato prigionieri tedeschi e, addirittura, un vessillo imperiale (almeno così vuole la tradizione). I senesi, per conto loro, si dichiararono vincitori per aver rotto l’assedio.
Questa campagna militare precedette di pochi mesi la ben più famosa spedizione fiorentina in soccorso di Montalcino, che si concluse disastrosamente con la Battaglia di Montaperti.
 

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